mercoledì 30 marzo 2011

Il 'Comitato Donne 13 Febbraio_Pisa' risponde all'Assessora Chiofalo

Il 'Comitato Donne 13 Febbraio_Pisa', a seguito delle dichiarazioni rilasciate alla stampa dall'Assessora del Comune di Pisa Marialuisa Chiofalo, intende fare alcune importanti precisazioni su quanto è stato scritto.
In particolar modo, le frasi: "Ma a Pisa 30.000 persone sono scese in piazza il 13 Febbraio per affermare la propria fiducia nelle Istituzioni previste dalla Costituzione (civili, scolastiche, militari) e nei loro meccanismi democratici di auto/etero-controllo, il proprio spirito critico nel discernere tra fatti e propaganda, la fiducia nella scuola pubblica" pubblicate su Pisanotizie in data 19 marzo e sul Tirreno in data 23/03 ci sembrano non corrette rispetto allo scopo della manifestazione né tanto meno all'appello che ha portato alla stessa.

Firme appello: oltre 1250

Abbiamo superato le 1250 firme. Vi invitiamo a continuare a diffondere l'appello, e  ringraziamo tutti quelli che hanno firmato, che in qualche caso si sono interessati di quanto accade a Pisa pur vivendo lontano. Fra questi ricordiamo Haidi Gaggio Giuliani, Vittorio Agnoletto, Luciana Castellina, Lidia Menapace, Giuliana Sgrena, Renzo Ulivieri.

Grazie a tutti voi!

Una scelta inappropriata: comunicato Flc-CGIL Pisa

L'Amministrazione Comunale ha avviato in questi anni un dialogo costruttivo con le istituzioni militari dell'esercito presenti del territorio. Si tratta di strutture costitutive del tessuto democratico della città, previste dalla Costituzione, troppo spesso considerate da molti un corpo estraneo, che invece hanno il dovere, in collaborazione con le altre Istituzioni, di promuovere la cultura democratica nel paese in generale e del nostro territorio in particolare.
In questo senso va di certo anche l'iniziativa promossa dalla Fondazione Ciardelli Onlus e dal Comune di Pisa per l'organizzazione della Giornata della Solidarietà il 27 aprile, come momento di intersezione tra percorsi di educazione alla cittadinanza e luoghi adibiti alla difesa della collettività. Come sindacato dei lavoratori della conoscenza non possiamo che prendere atto positivamente di iniziative di dialogo incentrate sui valori della pace e della solidarietà, ma nutriamo perplessità in merito alla collocazione delle attività e all'età dei "piccoli cittadini" che vi parteciperanno.
Come operatori del settore educativo, rileviamo che la scelta di coinvolgere l'infanzia in questo percorso porta con sé la necessità di una grande cautela. I bambini, infatti, assorbono ogni stimolo a loro proposto senza la capacità critica necessaria a comprendere i distinguo richiesti, come la differenza tra operazioni militari e umanitarie. Per questo ci pare inappropriata e foriera di inutili incomprensioni la scelta di ambientare la Giornata della Solidarietà nella caserma Gamerra.
Un luogo di uso civile sarebbe certamente più appropriato a rappresentare le varie anime della cooperazione e della solidarietà, tra le quali la Fondazione Ciardelli e molte altre associazioni del territorio, in collaborazione con le Istituzioni e con la partecipazione delle forze armate. Tale spostamento di sede sarebbe infatti un tassello ulteriore verso il costruttivo atto di dialogo tra tutte le Istituzioni e l'associazionismo e darebbe alla giornata quella forza unitaria che lo spirito dei promotori certamente auspica.



Comitato direttivo della Federazione dei Lavoratori della Conoscenza CGIL Pisa

lunedì 28 marzo 2011

Qualche osservazione sulla “Giornata della Solidarietà” del 27 aprile prossimo.

  1. Una luce cattiva
    Sopra il dibattito cittadino sulla giornata della solidarietà promossa per il 27 aprile e che ha come sede per le attività delle scolaresche la caserma Gamerra, certo articolato e di grande intreresse, cala adesso una luce cattiva, che dovrebbe indurre a un ri-pensamento: si tratta della guerra in Libia, con il suo corollario bombardamenti, lutti, terrore e distruzione.
    Questo suggerirebbe, per forza di cose, direi per principio di realtà, di fare un passo indietro nell'organizzazione della giornata, di cui in sintesi si critica una cosa sola: la con-fusione, cioè la fusione tra la festa con i bambini e il luogo di addestramento alla guerra.

sabato 26 marzo 2011

Goebbels a Pisa?

Secondo scivolone comunicativo per l'assessora Chiofalo sulla questione delle attività scolastiche alla caserma "Gamerra". In un documento inviato al Presidente del Consiglio d'Istituto delle scuole "Fibonacci" con preghiera - si noti bene - di farlo leggere ai genitori, l'assessora afferma che la discussione è stata viziata da chi, nella discussione stessa, ha reiterato ossessivamente delle falsità facendole così diventare delle verità, al modo di Goebbels. Si, esattamente: di Goebbels.
E' bene dunque ricordare che Joseph Goebbels era il responsabile delle comunicazioni di massa di una dittatura che aveva eliminato tutti i partiti escluso quello nazional-socialista, aveva imprigionato e ucciso gran parte dei loro membri e dirigenti e aveva assunto il controllo diretto e stretto di tutti gli organi d'informazione. Questo era il sistema comunicativo del nazismo, questo era Joseph Goebbels.
A chi paragona dunque Joseph Goebbels l'assessora Chiofalo? Non - come sarebbe, sia pur solo metaforicamente, possibile - ai moderni padroni della politica e dell'informazione che sulla base della loro enorme potenza economica tengono in scacco l'opinione pubblica e cercano di soffocare il dibattito democratico. No: Goebbels è paragonato a dei cittadini e delle cittadine pisane di nessun potere, né economico, né politico, né mediatico, che hanno avuto la sola colpa di sollevare una delicata questione culturale e pedagogica con una fermezza - del tutto legittima - che in nulla è superiore o più tenace della fermezza dimostrata dalle controparti, assessora Chiofalo in testa.
Pisa 2011 come Berlino 1933, dunque? Vediamo, entriamo nel dettaglio. Come si forma, in misura prevalente, il dibattito pubblico a Pisa? Tradizionalmente e ancora prevalentemente sulla stampa quotidiana locale: "Tirreno" e "Nazione". C'è a Pisa qualche monopolio di tale informazione, qualche regista occulto che ha la capacità di orientare in modo esclusivo e ossessivo l'informazione, come parrebbe suggerire l'assessora? Sembra proprio di no. Prendiamo infatti i due quotidiani citati, dal primo febbraio al 20 marzo. Sulla questione Gamerra sono usciti esattamente 29 articoli e interventi. Come sono questi articoli e interventi? Quattro di essi sono redazionali, di semplice informazione; sei sono in favore di una ricollocazione dell'iniziativa fuori dell'orario scolastico; diciannove sono in favore dell'iniziativa così com'è stata voluta dal Comune, e di questi ultimi quattordici sono con toni piuttosto infuocati nei confronti degli interlocutori.
Questi sono i numeri. Questo è il dibattito. Un'esternazione come quella dell'assessora, che al di là di ogni altra pur cruciale considerazione di bon ton civico è anzitutto completamente fuori bersaglio dal punto di vista storico, non può che distorcere e inasprire inutilmente questo dibattito, distogliendo oltretutto dal nocciolo della questione. Così come fece - primo scivolone - dopo la manifestazione del 13 febbraio, dando dei "bugiardi" a dei pacifisti che avevano espresso le loro opinioni in un normalissimo e soprattutto legittimo volantino.
Non si può non convenire quindi con quanto hanno scritto il 25 febbraio David Regazzoni e Andrea Ferrante, dirigenti cittadini del Pd: "Non sono giustificati i toni da crociata cui stiamo assistendo. [...] Per questo auspichiamo prima di tutto che i toni della discussione rientrino di nuovo nell'ambito di un civile dibattito tra posizioni diverse ma ognuna degna di essere rispettata". Parole sante, che sottoscriviamo senza meno.

Luigi Piccioni, storico, genitore

martedì 22 marzo 2011

I luoghi della solidarietà sono altri

Riportiamo la lettera di Alessandro Baldassari pubblicata ieri su PisaNotizie

Gentile Dott.ssa Ciardelli,
ho letto con attenzione la Sua lettera e vorrei tentare di presentare pacatamente quella che ritengo essere la principale ragione di opposizione a che l'iniziativa prevista per il prossimo 27 aprile si svolga presso la Caserma "Gamerra".
Non è in questione né l'attività dell'Associazione da Lei presieduta né il suo diritto ad organizzare le proprie iniziative come e dove ritenga opportuno.
Ciò che si contesta è che una istituzione come il Comune di Pisa accetti di presentare, e di presentarlo a dei bambini piccoli, come adatto alla solidarietà un luogo come la caserma "Gamerra".
Non userò, per descrivere quest'ultima, le durissime parole utilizzate dalla madre di Emanuele Scieri, il parà lasciato a morire da solo proprio dove dovrebbe svolgersi la giornata del 27, parole che, se vuole, può leggere nel libro ""Folgore" di morte e di omertà" scritto recentemente dai genitori di Emanuele.
Utilizzerò invece poche frasi tratte dalla sentenza del Tribunale Militare di La Spezia in merito alla morte dello sfortunato giovane che la descrive come il luogo in cui "...non è inverosimile ritenere" che la morte del militare sia avvenuta per"...l' intervento di un' azione umana esterna, quale potrebbe essere, nell'ipotesi di un atto di nonnismo" .
Ognuno può restare della propria opinione, ma davanti ai bambini non facciamo pericolose confusioni; i luoghi della solidarietà sono altri: gli ospedali, le case di riposo, le mense dei poveri, le parrocchie ed anche, certamente, la Casa dei bambini di Nicola.
Se si vuole mantenere il profilo istituzionale dell'iniziativa del 27 è allora sufficiente, per sedare ogni polemica, che il Comune e l'Associazione da Lei presieduta individuino semplicemente un altro luogo dove svolgerla.
E' un piccolo atto di buona volontà che, ne sono certo, garantirà la migliore riuscita dell'iniziativa.
Insistere sulla localizzazione attuale potrebbe far pensare che l'intenzione sia invece quella di presentare a dei bambini tanto piccoli l'opzione delmilitare: se così fosse meglio dirlo chiaramente e senza infingimenti, in modo che ciascuno possa comportarsi come più ritiene opportuno.
Un augurio di buon lavoro a Lei ed alla Sua Associazione.
Alessandro Baldassari